​IL PRESIDENTE DEL GOIA FENAPI GROUP, GIANCARLO NARDOZZI, SCRIVE ALLA PRESIDENTE DEL CONSIGLIO: «DOPO I BALNEARI NIENTE PIÙ SCUSE, IL GOVERNO CAMBI LA LEGGE O SARÀ LA CONDANNA A MORTE DEI MERCATI»

​TORINO-Dopo le recenti sentenze e gli sviluppi sulla direttiva Bolkestein per le concessioni balneari, il mondo del commercio ambulante alza la voce e chiama direttamente in causa la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. In una lettera aperta e perentoria indirizzata a Palazzo Chigi, il Presidente Nazionale del GOIA FENAPI Group, Giancarlo Nardozzi, chiede un intervento legislativo immediato per stralciare definitivamente la categoria dall’applicazione della direttiva europea.

​«Nessuna risorsa limitata nei mercati»

​Il punto di svolta, sottolinea il Presidente Nardozzi, risiede nei principi emersi dalla giurisprudenza applicata ai balneari: la direttiva impone le gare pubbliche solo in presenza di una “risorsa limitata”. Nel settore del commercio su aree pubbliche, tuttavia, non vi è alcuna scarsità di spazi; al contrario, le piazze e i mercati italiani mostrano sempre più stalli vuoti, posti inassegnati e un progressivo spopolamento.

​«La conferma che anche per i mercati non esiste un problema di risorse limitate è ormai sotto gli occhi di tutti ed è innegabile», dichiara Giancarlo Nardozzi nella lettera a Nome del GOIA FENAPI Group. «Continuare ad applicare la Bolkestein agli ambulanti significa forzare la realtà e ignorare le sentenze e la logica».  

​Il richiamo agli impegni presi: «Niente più scuse»

​Nel testo indirizzato al Capo del Governo, il leader del GOIA FENAPI Group ricorda con fermezza la presenza dei rappresentanti politici tra i banchi durante le campagne elettorali e le rassicurazioni ricevute nel tempo da chi oggi governa.

​«Siete venuti tutti nei mercati a prometterci che ci avreste tolto dalla direttiva europea. Ce lo avete detto guardandoci negli occhi mentre lavoravamo. Ora che la situazione è chiara e ci sono tutti i presupposti giuridici, non ci sono più scuse: il Governo deve cambiare la legge immediatamente».

​L’allarme per il settore: «È la condanna a morte del commercio ambulante»

​L’appello di Giancarlo Nardozzi si chiude con un avvertimento sui rischi drammatici che corre l’intero comparto se non si agirà tempestivamente a livello legislativo.  

​«Mantenere l’incertezza e non modificare la norma equivale a firmare la condanna a morte dei mercati storici e rionali, distruggendo centinaia di migliaia di piccole imprese familiari e un patrimonio economico e sociale unico del nostro Paese. Ci aspettiamo che il Governo mantenga la parola data».

Il Direttivo Goia Fenapi