GOIA FENAPI GROUP

CHI SIAMO
Il G.O.I.A. (Gruppo Organizzato Imprese Autonome) nasce a Torino nel 2010 dalla passione e dall’unione di un gruppo di operatori di mercato. Oggi è un’associazione di categoria indipendente, di riferimento su tutto il territorio nazionale, al fianco di migliaia di ambulanti, attività in sede fissa, artigiani e piccole imprese.
Il nostro obiettivo è dare voce alle aziende presso il Governo, le Regioni e i Comuni: risolviamo le criticità quotidiane dei mercati e del commercio locale, promuovendo strategie di sviluppo concrete e collaborando con le Amministrazioni per valorizzare il settore.
Al fianco di chi fa impresa, ogni giorno.

COSA FACCIAMO
- La Lotta contro la Direttiva Bolkestein
- Il nostro impegno istituzionale
- Le nostre proposte di riforma del settore
- Innovazione e sviluppo
- Iniziative e azioni locali
La lotta contro la Direttiva Bolkestein
Uno dei motivi che hanno portato alla nascita del GOIA è la battaglia – ancora attuale – contro l’applicazione dell’articolo 12 della Direttiva Bolkestein nei mercati italiani. In buona sostanza, l’accesso al settore del commercio su aree pubbliche in Italia è soggetto ad autorizzazioni di tipo A o B, le B vengono rilasciate dal Comune dietro richiesta dell’interessato, sono prive di posteggio fisso ma danno diritto all’operatore di partecipare nei mercati in spunta (assegnazione di posteggi occasionalmente liberi) o nelle fiere oppure in forma itinerante su tutto il territorio nazionale; le tipo A, assegnate tramite bando pubblico comunale oppure tramite acquisto di ramo d’azienda, sono invece legate ad un posteggio fisso – o concessione – in un determinato mercato.
Fino al 2010 le concessioni sono state soggette a tacito rinnovo, salvo verifica della sussistenza dei requisiti di legge in capo all’operatore, cosa che ha permesso agli operatori di investire sul loro futuro lavorativo e familiare, nonché lo scambio delle stesse licenze, per decenni, per il tramite di atto di cessione di ramo d’azienda.
Con il recepimento della Direttiva Bolkestein, o direttiva servizi (2006/123/CE), il legislatore nazionale ha rimesso in discussione questo sistema tentando di prevedere dei bandi periodici di riassegnazione dei posteggi occupati (peraltro mettendo in secondo piano la necessità di assegnare i posteggi liberi e permettendo così a molti comuni di non effettuare l’assegnazione degli stalli vuoti per oltre vent’anni).
Così facendo il valore delle licenze – o dei rami d’azienda – è crollato, bruciando così alcune decine di miliardi di euro di soldi pubblici – in termini di mancati introiti di imposte sui trasferimenti d’azienda (le concessioni avevano un valore che ora non hanno più, quindi anche le entrate statali relative a questi trasferimenti vengono inevitabilmente colpite) –e di capitali privati: chi infatti ha investito nella sua attività, con la promessa di legge di un rinnovo automatico, si è visto man mano erodere il suo capitale investito senza ricevere alcun indennizzo, con buona pace di chi non capisce il perché nessuno voglia investire in Italia.

Il nostro impegno istituzionale
Il GOIA promuove e tutela la piccola impresa presso le istituzioni competenti, interagendo a tutti i livelli di governo, dall’ambito europeo al contesto comunale attraverso interlocuzioni, proposte legislative e normative, segnalando problemi e situazioni critiche e organizzando periodicamente assemblee pubbliche dove vengono invitati i rappresentanti delle istituzioni in modo da favorire il dialogo e il confronto tra l’apparato pubblico e il mondo delle imprese. A livello regionale e locale l’attività di rappresentanza è svolta dai Direttivi, vere e proprie articolazioni territoriali dell’Associazione.

LE NOSTRE PROPOSTE DI RIFORMA DEL SETTORE
Il commercio e la piccola impresa in generale hanno ancora tanto da dare al sistema Paese e a chi decide di intraprendere un’attività autonoma.
Se ad oggi, ad esempio, il commercio su aree pubbliche ha visto nel giro di pochi anni una riduzione delle imprese che vi operano da quasi 200mila a circa 160mila, e le vie delle nostre Città sono sempre più vuote di negozi, è perché sono state fatte delle precise scelte di Politica economica che hanno favorito le grandi aziende della GDO e dell’e-commerce, relegando le piccole attività nazionali ad una sorta di “parente scomodo”.
Queste decisioni, perlopiù prese a livello nazionale e comunitario, hanno di fatto ignorato che la piccola impresa, con tutti i suoi difetti, è la colonna portante dell’economia italiana, non solo in termini prettamente economici, ma anche in termini di tradizione, di presidio sociale e occupazionale. Solamente la piccola impresa reinveste – o spende – tutti i suoi utili nel Paese, e tanto basterebbe a far riflettere sulla necessità di non danneggiarla come è stato fatto in questi ultimi decenni.
Gli interessi in gioco sono enormi, basti pensare alle campagne mediatiche che dipingevano le piccole imprese come “parassiti” del sistema, propaganda messa in piedi da Governi nominati dalla Troika europea e capeggiati da ex manager di grandi aziende americane.
Noi del GOIA siamo convinti che i tempi siano maturi per una Riforma strutturale del commercio e della microimpresa.
Una Riforma che tocchi tutti gli aspetti della microimpresa – fisco più equo, regole più semplici e uguali per tutti, previdenza adeguata ai tempi di oggi, sostegno all’innovazione e all’avvio di nuove attività – può tornare a rendere attrattivo il fare impresa in Italia, con ricadute positive sull’intero Paese.

INNOVAZIONE E SVILUPPO
Gli ultimi vent’anni hanno visto un cambiamento radicale della società italiana, che ha influito sul modo di vivere e di spendere delle famiglie.
Di fronte a questi cambiamenti epocali, il commercio non può rimanere immobile ma deve avere gli strumenti per poter evolvere.
Il GOIA promuove lo sviluppo e l’aggiornamento delle imprese organizzando corsi di formazione dedicati e promuovendo la sperimentazione di nuovi modi di fare commercio.

INIZIATIVE E AZIONI LOCALI
Il GOIA è a fianco dei colleghi nell’organizzazione di iniziative locali legate a specifiche tematiche inerenti il commercio.
Le Manifestazioni servono a sensibilizzare la politica e l’opinione pubblica su situazioni o provvedimenti della pubblica amministrazione che rischiano di danneggiare irreparabilmente le attività commerciali (per esempio uno spostamento di mercato non concertato oppure la chiusura degli accessi ad una via commerciale). Le manifestazioni fanno parte dell’azione sindacale declinata a livello locale.
Gli Eventi possono essere pensati per promuovere e far conoscere il commercio locale e il centro storico a platee di clienti che normalmente non frequentano tali zone.



