
il paradosso italiano: la legge e’ uguale per tutti, ma poi ogni ente e comune decide se aderire o meno (e le differenze tra contribuenti ci sono eccome)
È ufficialmente partita la Rottamazione-quinquies dedicata ai carichi affidati ad Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdER) da parte degli Enti Territoriali (Comuni, Regioni e Province).
Introdotta dal D.L. n. 38/2026 (convertito con modificazioni dalla L. n. 88/2026), questa misura offre un’opportunità fondamentale per mettersi in regola con i debiti locali risalenti al periodo compreso tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023.
Facciamo il punto su cosa prevede la sanatoria, quali sono i vantaggi, le date chiave da segnare in agenda e come presentare domanda.
Cosa prevede la Rottamazione-quinquies?
La definizione agevolata consente di estinguere i debiti tributari e non tributari con gli enti locali versando unicamente le somme dovute a titolo di capitale residuo, oltre ai rimborsi per le spese delle procedure esecutive e i diritti di notifica.
Quali sono i vantaggi?
- Tributi e tasse locali (IMU, TARI, Bollo auto, ecc.):Vengono interamente azzerati gli interessi, le sanzioni, gli interessi di mora e l’aggio.
- Multe stradali (Sanzioni amministrative):Si paga la sanzione base, mentre vengono abbuonati gli interessi (comprese le maggiorazioni di legge) e l’aggio.
Attenzione: La misura si applica esclusivamente ai carichi affidati ad Agenzia delle Entrate-Riscossione dagli enti che hanno deliberato l’adesione entro il termine del 31 luglio 2026. Non rientrano direttamente le entrate riscosse dagli enti locali in gestione diretta o tramite concessionari privati (i quali possono aver adottato regolamenti autonomi, come ha fatto la Soris di Torino, ad esempio).
Richiesta del Prospetto Informativo (per sapere se ci sono dei carichi rottamabili a proprio carico)
Prima di presentare l’istanza, è possibile richiedere il Prospetto Informativo. Si tratta di un documento essenziale che riporta:
- L’elenco dettagliato delle cartelle e dei carichi rientranti nella sanatoria.
- L’importo preciso da versare per la definizione agevolata.
- I carichi che non possono accedere al beneficio.
Il prospetto può essere richiesto direttamente sul portale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione:
- Area Riservata: Accedendo con SPID, CIE o CNS (o credenziali Entratel/Fisconline per i professionisti), si ottiene una visione immediata dei propri debiti.
- Area Pubblica:Compilando l’apposito form di richiesta e allegando un documento di riconoscimento.
Termini e Modalità di Presentazione della Domanda
La domanda di adesione deve essere inoltrata esclusivamente online sul sito di Agenzia delle Entrate-Riscossione a partire dal 16 ottobre 2026 ed entro e non oltre il 15 dicembre 2026.
In fase di compilazione, il contribuente potrà scegliere se effettuare il pagamento in unica soluzione oppure optare per un piano di rateizzazione fino a un massimo di 54 rate bimestrali (con importo minimo per ciascuna rata di 100 euro).Con la presentazione della domanda vengono inoltre sospese le nuove procedure esecutive o cautelari (come pignoramenti e fermi amministrativi).
Tabella Riepilogativa delle Tempistiche
| Data / Termine | Fase / Adempimento |
| Dal 15 ottobre 2026 | Apertura del servizio per la richiesta del Prospetto Informativo online. |
| Dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026 | Finestra temporale per l’invio della Domanda di adesione (esclusivamente online). |
| Entro il 28 febbraio 2027 | Termine entro cui AdER invia la Comunicazione delle somme dovute con il calcolo del debito residuo e il piano rateale. |
| 31 marzo 2027 | Scadenza per il versamento in unica soluzione o per la prima rata della rateizzazione. |
| A seguire | Pagamento delle rate bimestrali successive secondo il calendario indicato da AdER. |
Verificare gli Enti Aderenti
Non tutti i Comuni e le Regioni rientrano automaticamente nel provvedimento: la legge ha previsto che ogni singola amministrazione locale deliberasse in autonomia la propria adesione, con differenze sostanziali, anche tra comuni limitrofi.
In buona sostanza, è possibile avere tre situazioni differenti:
- Comune che non ha aderito, non ci sono sconti di nessun tipo sulle cartelle
- Comune che ha aderito ma con ente e regolamento propri (come la Soris a Torino), lo sconto può variare, spesso gli enti di riscossione locali chiedono cifre importanti per aprire la pratica, facendo venire meno la convenienza ad aderire (e spostando, con una procedura molto discutibile, soldi pubblici nelle casse di enti privati/partecipati…)
- Comune che ha aderito con la procedura messa a disposizione dall’Agenzia delle Entrate – Riscossione
Attenzione: non solo i Comuni possono aderire, nell’elenco trovate anche le province/Città metropolitane (alcune sanzioni sono di loro competenza, conviene controllare) e alcune (poche) Regioni.
Per verificare se il proprio Comune o la propria Regione ha adottato la Delibera per la Rottamazione-quinquies, è possibile consultare l’elenco ufficiale aggiornato direttamente sul sito dell’Agenzia (clicca sul link sotto per scaricare l’elenco)
Attenzione! l’elenco è piuttosto lungo quindi conviene usare la funzione cerca per trovare i comuni interessati, oppure, come già detto, chiedere il prospetto informativo
👉 Consulta l’Elenco Ufficiale degli Enti Aderenti (PDF) – Agenzia delle Entrate-Riscossione
la legge e’ uguale per tutti, ma non troppo
La scelta del legislatore, già collaudata da anni e confermata da Governi di un pò tutti i colori, mette l’autonomia di bilancio dei Comuni davanti ai principi più basilari di uguaglianza stabiliti dal nostro ordinamento e rischia di creare delle situazioni di trattamento assolutamente ineguale.
Se già è abbastanza assurdo che i comuni possano decidere se aderire o meno a una norma di legge che dovrebbe essere per sua stessa definizione “uguale per tutti”, l’apice si raggiunge con quei comuni che hanno fatto la rottamazione “fai da te” limitandola ad alcuni periodi o alcuni tributi e, spesso, permettendo agli enti di riscossione di pretendere elevati importi per aprire la pratica con l’assurdità che mentre lo Stato rinuncia a una parte delle sue entrate per permettere al contribuente di mettersi in “bonis”, in questi casi parte di queste somme finisce nelle tasche di soggetti privati.
Per maggiori dettagli o assistenza nell’invio delle pratiche, è possibile rivolgersi direttamente alle sedi GOIA di riferimento o ai servizi di consulenza fiscale dell’associazione.