aumenti del carburante: e’ il piccolo commercio a farne le spese

tra le piu’ colpite dai rincari, le piccole attivita’ non hanno diritto ad alcuna agevolazione

il contesto di piazza: la mobilitazione del 15 ottobre a torino

In data 15 ottobre 2026, le piccole partite IVA, gli ambulanti e i commercianti su area pubblica guidati dal G.O.I.A. FENAPI sono scesi in piazza a Torino con un imponente corteo di furgoni partito dall’Allianz Stadium e giunto fino a Piazza Vittorio e da lì alla Prefettura in Piazza Castello.

Al Prefetto di Torino è stato consegnato un documento programmatico con richieste prioritarie inerenti il commercio e il Paese in generale, tra cui:

– la necessità di riscrivere la normativa riguardante le concessioni per il commercio su aree pubbliche;

– rivedere la governance dei Distretti Urbani del Commercio affinchè possano finalmente contribuire al rilancio del settore;

– attuare una serie di soluzioni avanzate da anni e tese a operare una riduzione della pressione fiscale e burocratica sulle piccole imprese;

– mettere un freno alla concorrenza sleale delle grandi aziende del commercio elettronico;

– includere la categoria nell’elenco del lavori usuranti;

– attuare una serie di misure tecniche tese a ridurre l’impatto economico del carovita, tra cui l’aumento del prezzo del carburante.

Questa pubblicazione specifica si concentra su quest’ultimo punto.

L’IMPATTO DEL CARO-CARBURANTE SUL SETTORE DEL COMMERCIO AL DETTAGLIO

carocarburante, il goia scende in piazza

L’impatto dell’aumento del carburante per autotrazione, che ormai perdura con alti e bassi dal mese di marzo, ha effetti diretti e indiretti sul settore del commercio al dettaglio, che non si riducono alla sola spesa dal benzinaio:

a) Effetto diretto .

Come si vedrà più avanti, ad oggi il piccolo commercio non può usufruire delle agevolazioni di legge pensate per ridurre l’impatto del caro carburante sui consumatori. Il risultato è una minore competitività e favore della concorrenza che invece può accedere, anche se indirettamente, a tali benefici. Il solo danno diretto, da marzo ad oggi, può arrivare ad alcune migliaia di euro per imprese che utilizzano il mezzo per approvvigionarsi o per frequentare fiere o mercati lontani.

b) Effetto indiretto dal lato delle forniture e della catena di approvvigionamento.

L’aumento di alcuni prodotti all’ingrosso, influenzati dall’aumento del costo dell’energia e delle materie prime, come ortofrutta o plastiche, si ribaltano sul dettagliante. Anche in questo caso, mentre le grandi aziende riescono spesso a stipulare contratti di medio periodo con prezzi calmierati, le piccole realtà subiscono l’aumento dei prezzi anche dal lato delle forniture, perdendo utili e competitività.

c )Effetto indiretto dal lato della clientela.

Con un aumento dell’inflazione annua tendenziale al 4,2%, certificata da Istat per il mese di settembre, il reddito disponibile delle famiglie si è ridotto, con pesanti effetti sui volumi di vendita.

La somma di questi effetti, tra mancati incassi, aumento dei costi e riduzione dei margini può arrivare a significare una perdita, da inizio anno ad oggi, di 10-15mila euro per una singola ditta individuale, a seconda del settore dove opera e della sua organizzazione interna.

la sperequazione con la grande distribuzione

Mentre il piccolo commercio non ha ricevuto fino ad oggi alcun aiuto per fare fronte a queste difficoltà, le grandi catene della GDO e dell’e-commerce fanno ricorso ad aziende terze per il trasporto e la logistica della merce. Tali aziende, effettuando trasporto conto terzi, accedono al meccanismo del credito d’imposta del 70%, calcolato sull’aumento del carburante rispetto al prezzo di febbraio 2026.

Nell’allegato tecnico sono incluse le proiezioni con i calcoli che evidenziano la differenza di trattamento emergente tra le piccole imprese e le grandi catene.

Nel grafico, la simulazione dell’aumento dei costi da febbraio a settembre 2026 rapportato a unità di carico (pellet).

proposte concrete per il rilancio del commercio

Per superare questa grave sperequazione e garantire reale neutralità fiscale, GOIA FENAPI chiede al Governo e alle Istituzioni:

1. Contributi Straordinari a Fondo Perduto per chi usa il mezzo per lavorare (Voucher carburante): Accredito diretto sul conto corrente aziendale a fronte della presentazione delle fatture elettroniche/schede carburante. In questo modo si garantisce la neutralità degli interventi statali a favore di chi trasporta merci, a prescindere dalla natura del trasporto (conto proprio o conto terzi) e si agisce positivamente sulla competitività e sulle aspettative (clima di fiducia) delle imprese.

2. Attivazione della “Accisa Mobile”: Riduzione immediata delle accise alla pompa al superamento dei tetti di prezzo, a beneficio diretto di tutti gli operatori e dei consumatori senza distinzione di regime tributario. Un meccanismo “generalista”, a salvaguardia di tutti coloro che usano l’auto o il furgone per recarsi al lavoro, è fondamentale per rilanciare i consumi, si ricorda infatti che l’erario preleva il 22% di IVA sul prezzo del carburante, incluse le accise, per cui l’aumento del gettito IVA può finanziare una riduzione dell’accisa al fine di garantire la stabilità dei prezzi del carburante.